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Renatone Nazionale

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Renato Zero, il cui nome reale è Renato Fiacchini, è uno dei cantanti italiani più stimati ed amati dal pubblico. A dimostrazione di questo, dal primo novembre sino al 9, Renatone Nazionale farà una serie di concerti nella sua Roma, presso il Palalottomatica ed i biglietti per le serate sono già esauriti da diverso tempo.

Renato Zero non è soltanto un cantante, ma una vera e propria icona degli anni Settanta, con un successo forte e vivo ancora oggi. I suoi fans hanno un’età trasversale e quello che colpisce di questo poliedrico personaggio è proprio la grande capacità di far proprie diverse generazioni, dai primi “sorcini” (Renato stesso chiama in questo modo i suoi fans) che hanno iniziato a seguirlo sin dagli esordi nel programma “Viva la Rai” ai ragazzi di oggi, innamorati della sua musica e del suo modo di essere unico.

Nonostante la sua fama, sicuramente esistono ancora tanti lati di Renato Zero sconosciuti ai più ma che possono essere curiosità interessanti da conoscere per comprendere meglio la sua personalità e il suo mondo.

Il famosissimo regista Tim Burton è un fan decisamente accanito del cantautore romano. Tanto che chiese nientemeno che a Johnny Depp di ispirarsi a Renato Zero per interpretare il personaggio di Willy Wonka ne “La Fabbrica di Cioccolato”. Il cantante ed il regista si sono conosciuti qualche anno prima dell’uscita del film in occasione della partecipazione di Renato Zero per il doppiaggio italiano di “The Nightmare Before Christmas”, prodotto dallo stesso Tim Burton e dove Renato dà la voce al protagonista della storia, Jack Skeletron.

Abbiamo già accennato ai sorcini, ma quello che molti forse non sanno è il motivo di questo soprannome. All’inizio della carriera di Renato, infatti, i suoi seguaci venivano soprannominati “zerofolli”, ma fu lo stesso autore a coniare il termine con cui ancora oggi sono chiamati i suoi fan. L’origine arriva da Viareggio durante i primi anni Ottanta, quando vide un piccolo gruppetto di ragazzi seguirlo in motorino e lui affermò “Sembrano tanti sorci”. Da quel momento in poi, essere un “sorcino” era sinonimo di “essere un grande fan di Renato Zero”, tanto che lo stesso cantautore ha dedicato loro ben due brani “A Braccia Aperte” e “I Figli della Topa”, oltre ad un evento interamente dedicato chiamato “Sorciadi”.

Nonostante il grandissimo successo, con il Festival di Sanremo Renato ha spesso avuto un rapporto di amore-odio. I primi anni della sua carriera, infatti, videro un completo disinteressamento da parte dell’evento, né per partecipare né tanto meno per essere ospite. Prima di riuscire a rientrare tra i Big partecipanti dovette attendere il 1991, quando si presentò con “Spalle al Muro”, un brano scritto per lui da Mariella Nava.

Da giovane ha frequentato l'”Istituto di Stato per la Cinematografia e la Televisione Roberto Rossellini”, ma a 16 anni interrompe gli studi e decide di dedicare la propria vita alla musica. Tra i suoi primi contatti vi è il famoso Don Lurio, il quale si accorse di lui durante una serata a Roma e fece in modo di farlo entrare all’interno del corpo di ballo gestito da Rita Pavone.

Renato, inoltre, racconta di diventare una sorta di “seminarista” durante il tour. Prima di esibirsi, si ritira per fare del training autogeno di un’ora, nella quale vuole restare completamente solo. Per far sì che il suo show funzioni al meglio dice che deve essere distaccato dal resto e concentrarsi unicamente sullo spettacolo, limitando al massimo i contatti con il resto del mondo, è lui a telefonare e non vuole essere contattato per non rischiare di perdere queste occasioni di riflessione. Anche coi suoi fans racconta di aver raggiunto un “accordo”. Loro gli permettono di vivere tranquillo e nei suoi spazi, lui ovviamente ricambia con la sua incredibile musica ed i suoi concerti strepitosi.

Le date di Roma attireranno persone da tutta l’Italia e per chi desidera soggiornare nei pressi del Palalottomatica, l’Hotel dei Congressi è una soluzione ottimale.

La struttura fu costruita nel 1960 in occasione delle Olimpiadi, il nome nasce dalla vicinanza al Palazzo dei Congressi nel quartiere Eur. Le porte si aprono ufficialmente il 1 aprile 1958, con il quartiere che all’epoca stava sbocciando. Nonostante questo, l’Hotel dei Congressi diviene da subito un punto di riferimento della zona.

Oggi l’albergo ha un aspetto moderno ed accogliente, che si trova all’interno di un quartiere moderno e vivo, sempre in costante movimento. La localizzazione nei pressi della famosa “Nuvola”, ovvero il polo congressuale nuovissimo progettato dal famoso architetto M. Fuksas, ha reso l’Hotel dei Congressi una pare fondamentale all’interno del quartiere Euro e del primo distretto congressuale in Italia.

Inoltre, la privilegiata posizione di questo bellissimo albergo lo rende pratico per chi viaggia perché facile da raggiungere sia dal centro città che dall’aeroporto di Roma Fiumicino “Leonardo Da Vinci”. L’Hotel dei Congressi è la soluzione perfetta per trascorrere qualche giorno nella città di Roma, godendosi i concerti di Renato Zero ed approfittare magari per visitare la Capitale.

Gli ospiti possono usufruire di un trattamento a mezza pensione oppure in pensione completa, grazie al variegato menù del ristorante “La Glorietta” con cui la struttura è convenzionata. Si possono gustare specialità italiane ma anche internazionali, per poter soddisfare ogni palato. L’Hotel dei Congressi, con la qualità dei servizi offerti, i collegamenti ottimi e gli ambienti confortevoli, rappresenta sicuramente il luogo ideale dove soggiornare per periodi brevi o medio-lunghi.

Hotel dei Congressi Roma

Pronti ad accogliervi in sicurezza,
con il nuovo protocollo
anti-covid.

L’Hotel dei Congressi è felice di poter riaprire le proprie porte in totale sicurezza, riservando sempre le migliori comodità per garantire gli alti livelli di benessere che ci hanno sempre contraddistinto.

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